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Non c’è luce, è notte, ma le stelle e la luna colorano il cielo e l’atmosfera d’argento. L’ultima salita, il costone roccioso del Kilimangiaro è lì davanti a noi. Tanta strada ho percorso per essere qui, insieme a nuovi amici solo adesso conosciuti ma che mi hanno subito accolto e preso per mano. Di kilometri ne abbiamo percorsi tanti; dal mare di Dar Es Salaam abbiamo attraversato questa terra vasta brulla, aspra, difficile ma ricca e piena di bellezze. Le persone e le comunità incontrate per strada hanno dato senso al nostro percorso, grazie anche alla sapiente guida di Paolo. Tra tutte penso alle suore di S. Gemma, che con forza, senso del servizio e amore hanno edificato un ospedale oppure hanno dato nuova speranza ai sorrisi dei bambini in orfanotrofio. Infine siamo arrivati ai piedi del monte, chiuso lo zaino, allacciati gli scarponi e senza sapere cosa ci attendeva siamo partiti con il sogno di arrivare in cima e la consapevolezza di essere tutti insieme, uno di fianco all’altro. L’aria è sempre più rarefatta, il passo lento, le forze sono sempre meno. Ed ora, in una notte magica affrontiamo l’ultima difficoltà. La salita sembra infinita, mi toglie energie e forze mentali. Le gambe non rispondono alla testa e gli occhi si chiudono da soli. Non posso farcela, è troppo. Poi all’improvviso è l’Africa stessa che mi tende la mano: l’alba illumina il cielo, un disco rosso che spunta dalle nubi e ci abbaglia. Uno spettacolo unico che mi da la forza di continuare, di non mollare, di arrivare in cima! Insieme ai miei compagni ci sono riuscito!! Ma non è questo l’importante, la vetta è la fine del percorso, ma ogni passo per raggiungerla è stato significativo e ci ha insegnato qualcosa. Da quando siamo arrivati l’Africa è entrata nel corso delle nostre vite mostrandoci i suoi segreti, le sue forze e debolezze, la sua vita, lezioni che avranno impatto sulle nostre scelte per sempre

Asante

Federico Iadarola

 

Alcuni scalatori con uno dei loro accompagnatori durante la scalata