Maji kwa wote

Acqua per tutti

h

Nome progetto

Maji kwa wote (Acqua per tutti)

Paese

Tanzania

Tematica

Progetti Idrici

Finanziatori

8×1000 Tavola delle Chiese Valdesi

Periodo

2017 – 2019

Descrizione generale

Risorse idriche e sanità sono settori di intervento strettamente connessi tra loro, come è facile riscontrare nelle zone più fragili e marginali delle aree rurali della Tanzania, tra cui la Regione di Dodoma e i villaggi di Bahi. La maggior parte degli schemi idrici risalgono agli anni ’70 e versano in pessime condizioni per l’inadeguata manutenzione.

La Demographic and Health Survey del 2010 mostra che nelle aree rurali della Tanzania il consumo medio di acqua è inferiore ai 20 litri pro-capite (in media 7,5 litri/persona), 1 struttura idrica su 2 non è funzionante e la distanza media dalle fonti di acqua pulita che le donne (socialmente deputate a tale compito) devono affrontare ogni giorno per reperire acqua a fini domestici è di circa 3 chilometri, 11 nella stagione secca.

Ciò riduce il tempo per le attività sociali, culturali, economiche, familiari e domestiche e incide direttamente sul tasso di frequenza scolastica, aumentando il fenomeno dell’abbandono soprattutto da parte delle bambine. In questo contesto è comprensibile come la popolazione faccia riferimento a fonti idriche non sicure utilizzate promiscuamente da persone e animali. La diarrea da infezioni intestinali è la seconda causa di morte dopo la malaria per i bambini.

Obiettivo generale

Miglioramento delle condizioni di vita della popolazione delle zone rurali più povere e marginali della Regione di Dodoma in Tanzania.

Obiettivo specifico

Assicurare un accesso equo e sostenibile all’acqua potabile per i circa 42.000 abitanti di 18 villaggi del Distretto di Bahi.

Attività

Sono stati realizzati 18 pozzi in altrettanti villaggi del distretto di Bahi. Questi nuovi pozzi garantiscono l’accesso ad acqua potabile, oltre che agli abitanti dei villaggi, anche ai dispensari medici e alle scuole situate nelle vicinanze. Una prima fase di analisi del livello di potabilità delle falde ha permesso di individuare i siti migliori per la costruzione dei pozzi. Le comunità sono state invitate a collaborare nella realizzazione del pozzo attraverso il trasporto e la reperibilità di materiali, disponibili localmente. Una seconda fase ha previsto invece la formazione di comitati idrici locali di 6-8 persone per la gestione e la manutenzione dei pozzi. Tali corsi sono stati gestiti da personale tecnico qualificato. Infine sono stati istituiti comitati appositi per la sensibilizzazione nei villaggi, per educare al corretto uso delle risorse idriche e evitare ogni spreco.

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